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La storia della Società Stella Alpina

Una "Stella Alpina" a Renazzo? Certo, sempre bella, giovane, resistente e fiorita, proprio come l'hanno voluta i fondatori nel lontano 1907 e come lo è ancora, ad un passo, anzi ad una pedalata dal centenario. Questo fiore ha visto l'incessante susseguirsi di anni, situazioni, problemi e gioie, ma è rimasto proprio come il Cav. Giuseppe Giberti ed il suo gruppo di amici l'hanno voluta, ovvero un fiore di alta montagna che nasce e vive solo in un ambiente puro.

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Sbocciata quasi per gioco dopo un viaggio in alta quota, la Stella Alpina è stata fondata per scopi benefici e di divertimento, motivi mantenuti e rinnovati nel tempo. La trasformazione in società sportiva avviene nel 1947, la figliazione alla federazione ciclistica del Coni dando una prima ed importante svolta a quella che sarà la fucina di promettenti atleti ed importanti kermesse.

Si affrontano momenti più o meno difficili, a volte anche decisamente critici, ma i fondatori continuano il loro lavoro, mantenendo in vita l'attività ciclistica del luogo, organizzando manifestazioni sia su pista che su strada. Ed è proprio grazie all'organizzazione sportiva della frazione Centese che cominciano a brillare i nomi di alcuni renazzesi, che a loro volta scriveranno altre pagine della storia del nostro ciclismo: Corrado Ardizzoni al quale è dedicato il velodromo di Cento, Martino Fortini campione italiano su pista, Walter Busi azzurro, Graziano Maccaferri campione italiano su strada, Pietro Manferdini e tanti altri.

Nel 1974 la Stella Alpina viene colpita dal primo grande lutto, quando in settembre,

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il Cav. Giberti presidente fondatore, viene a mancare. La perdita segna profondamente gli animi degli "alpini" che fino a quel momento erano stati guidati da questa figura capace e carismatica. In suo ricordo si è soliti organizzare una corsa a Renazzo, proprio l'ultima settimana di settembre in una sorta di saluto. Inutile a dirsi, il susseguente smarrimento di soci e consiglieri, che però reagiscono ponendone il figlio Avv. Vincenzo Giberti, sulla sedia della presidenza.

 

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Arriva a Renazzo Rino Montanari, ex azzurro e professionista con un amore immenso per la bicicletta, che si affianca alla Stella introducendo la novità del ciclismo agonistico. Si passa dunque, da uno sport solo organizzato ad uno letteralmente sudato, news che è indubbiamente piaciuta agli sportivi locali. Si tesserano un manipolo di ragazzi, gli vengono dati i cosidetti "ferri del mestiere" e Montanari gli insegna la strada verso il successo. La lunga scia di soddisfazioni agonistiche inizia qui, con i primissimi atleti bianco-azzurri che concimano di vittorie e curano con i piazzamenti la loro Stella Alpina, ricalcando le gesta dei loro predecessori. Tra i tanti si ricorda Gilbero Manferdini primo tesserato, Gianni Forni il primo ragazzino a salire sul gradino più alto del podio, il tricolore con Fabio Busi (nel 1978 allievi su strada), l'azzurro hai campionati europei Fabio Benotti o ancora, citandone soltanto alcuni, Davide Balboni, Valerio Franceschini, Michele Pasqualini, Paolo Borghi, Wainer Busi, Raffaele Corcione, i fratelli Alberto e Marcello Melloni, fra i quali campioni provinciali e regionali. O ancor più recenti, il tricolore con Mirco Gallerani (nel 1991 velocità esordienti su pista), Lorenzo e Nicola Gallerani, Alan Tassinari, Luigi Esposito. Questi ragazzi hanno dato il loro prezioso contributo nel far conoscere la loro Stella Alpina, non solo a livello regionale, ma spaziando nell'intero territorio italiano, ed in alcuni casi mondiali, tanto da far premiare la società dal Coni nel 1997 con la Stella d'Argento al merito sportivo.

Nel 1993 subentra alla presidenza il Dott. Marcello Melloni, che dopo un passato da ciclista "alpino" si trova a guidare la Stella Alpina per 10 anni, suo il merito di aver condotto nel terzo millennio la società sportiva, mantenendola ai vertici del ciclismo nazionale.

Un altro importante lutto questa volta rischia di appassire la Stella. Dopo una vita dedicata alla società, al ciclismo ed hai suoi ragazzi, Rino Montanari viene a mancare a causa di un male incurabile. L'intero sistema della società, concentrato nella sua stessa persona, sente un forte vuoto difficile da colmare per il proseguo

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dell'attività, tutti i compiti che prima svolgeva in solitaria, ora devono essere ben distribuiti per non rischiare di vedere disperso il lavoro di tanti anni. A raccogliere l'eredità è dunque Luciano Balboni oggi figura fondamentale e solida base per il gruppo, che coadiuvato dalla stessa moglie di Montanari, Paola, riesce a mantenere quello status che la Stella Alpina era riuscita a raggiungere, organizzando manifestazioni, allenando i ragazzi, ma anche affiancandoli nei duri momenti della vita, proprio come aveva insegnato Rino.

Finalmente nel 2003 ecco alla presidenza Davide Balboni, ex portacolori degli anni '80, stimato dallo stesso

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Rino Montanari perchè gli aveva dato l'orgoglio di essere nominato commissario tecnico della nazionale juniores. Suo, il compito di gestire al meglio il team, consapevole di avere al fianco un gruppo reso sempre più unito ed affiatato grazie all'abile opera di tutti i "puri Alpini".

Ed è storia recente, con nuove soddisfazioni un tricolore, con Simone Frigato (nel 2004 inseguimento su pista) e campione regionale, sempre nella stessa specialità. Di nuovo il tricolore con Simone Frigato (nel 2006 con il quartetto inseguimento a squadre su pista) campione regionale inseguimento individuale e maglia azzurra ai mondiali in Belgio. Il domani della Stella è certamente ricco di aspettative ed importanti obbiettivi da raggiungere, uno di questi il 2007, anno del centenario della fondazione e continuare la bella storia della Stella Alpina di Renazzo ...

 
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