Ricordo di Riccardo Artioli
Quello del povero Ricardo Artioli è un destino beffardo e crudele per essere vero. La luce nei suoi occhi ha brillato per l’ultima volta sabato 24 marzo a San Felice sul Panaro, laddove, nel 2005, sotto la pioggia, aveva ottenuto una delle sue vittorie più belle.
Piange il ciclismo si chiede il perchè della scomparsa di un ragazzo la cui incredibile storia avrebbe meritato ben altro epilogo. Era in sella al suo scooter, un furgone gli ha tagliato la strada. i soccorsi sono stati vani, Riccardo è morto sul colpo. La sua società, la Stella Alpina di Renazzo è distrutta dal dolore.
Perchè Riccardo, 17 anni, alla seconda stagione tra gli juniores, era uno di quei ragazzi hai quali è impossibile non voler bene. Nel 2003 aveva guardato in faccia la morte: era entrato in coma in seguito ad un incidente in allenamento. Ma non si era arreso, e ce l’aveva fatta. Era addirittura tornato a correre. La Stella Alpina lo prese tra le proprie fila senza alcuna pretesa.
Lui stupì tutti doppiamente, tornando a correre da protagonista, quell’esperienza gli aveva insegnato tanto. Aveva capito quanto fosse preziosa la vita; per questo, dopo una sconfitta, non si perdeva affatto d’animo ed era il prmo a cercare di tirare su il morale dei compagni se vedeva qualche muso lungo.
No, la Stella Alpina non potrà mai dimenticarlo: per tutta la stagione 2007 avrà la foto di Riccardo stampata su pulmini e ammiraglie, e tutti i giovani atleti correranno con una fettuccia nera con il suo nome cucito sulle divise bianco-azzurre. Le parole più significative di quest’ultimo saluto sono del presidente Davide Balboni: “Se Riccardo mi potesse sentire gli direi che quando se ne va un “alpino” in cielo c’è il nostro Rino Montanari che lo accoglie e lo accompagna”.
La sua storia, la sua lezione, sarà un faro nella vita di che ha avuto la fortuna di conoscere questo ragazzo.
Ciao Riccardo, ci mancherai. Ci manchi già.
Alberto Dallatana
Articolo preso da “Il mondo del ciclismo”








